LAVORARE DA CASA NON È FANTASTICO COME SEMBRA, E VI SPIEGO PERCHÉ

  • 11-apr-2017

LAVORARE DA CASA NON È FANTASTICO COME SEMBRA, E VI SPIEGO PERCHÉ

di Sara Galluccio

 

Lavori da casa? Che bello, puoi gestire il tuo tempo e lavorare quando vuoi!

 

Alzi la mano il freelance che non si è mai sentito dire una frase del genere. Certo, sulla carta lavorare da casa è bellissimo, permette di azzerare tempi e costi di trasporto per raggiungere ogni giorno l’ufficio, gestire gli orari secondo le proprie esigenze e incastrare le commissioni giornaliere senza le acrobazie che toccano a chi deve attenersi al classico orario di ufficio. 

 

E d’altra parte credo non ci sia freelance che, prima di gettarsi nel magico mondo delle partite iva, non abbia immaginato se stesso lavorare dal baretto davanti alla spiaggia, con un certo autocompiacimento al pensiero di aver trovato il modo di guadagnare sentendosi al tempo stesso perennemente in vacanza.

 

…ma siamo proprio sicuri che le cose stiano effettivamente così?

 

Certamente molti dei vantaggi elencati sono reali. Ma ci sono anche alcuni lati negativi, ai quali non sempre si pensa ma che prima o poi ci si trova ad affrontare. E non sempre il gioco vale la candela, perché spesso il tempo che pensiamo di aver risparmiato negli spostamenti lo perdiamo poi in molti altri modi.

Ho ripensato alle innumerevoli giornate trascorse a ingobbirmi sul divano con il portatile sulle gambe (gli svantaggi di vivere in una casa piccola!) e alle chiacchierate con altri traduttori o freelance nella mia stessa condizione, e ho provato a elencare alcune delle situazioni più banali e più comuni che possono interferire con la concentrazione e la conseguente produttività del “fortunato freelance che lavora da casa”.

 

  • Farsi prendere la mano dalle faccende domestiche

Che ve lo dico a fare? Di fronte a un progetto particolarmente noioso, o a una giornata di svoglia, anche la più negata delle casalinghe – con la scusa di sgranchirsi un attimo – verrà presa dal sacro fuoco delle pulizie. Fino a quando, all’ora di cena, non si renderà conto che la sua casa è perfettamente pulita e in ordine. Ma mai quanto il file su cui avrebbe dovuto lavorare. Bianco. Splendente. Perfettamente intonso.

  • Imbruttimento generale

Il VERO freelance, che magari vive da solo o in compagnia di uno o più gatti, soprattutto in periodi di lavoro matto e disperatissimo non perde certo tempo a togliersi il pigiama, farsi una doccia o mettere il naso fuori di casa per vedere gente. Giammai. E se i giorni passati in questo stato di trance e isolamento iniziano a diventare più di due o tre consecutivi fidatevi: avete un problema. O lo avrete presto.

  • Gestione dei figli

Altra casistica: il freelance che, a differenza dell’imbruttito di cui sopra, è riuscito a crearsi una famiglia, presumibilmente avrà uno o più pargoli a cui badare. Il che comporta non solo accompagnarli e recuperarli da asilo o scuola che sia e da varie attività sportive ed extrascolastiche (almeno a questi poveri bambini la concediamo un po’ di vita sociale, sì?) ma anche badare a loro quando sono a casa. Il che, a meno di non ricorrere a potenti narcotici, renderà pressochè impossibile concentrarsi per più di 30 secondi su un progetto. Inoltre, se si sta in casa diventa più difficile – anche psicologicamente – chiedere l’aiuto dei nonni per le varie incombenze quotidiane, proprio perché in linea generale si ha sempre l’impressione che chi lavora da casa non lavori davvero e che quindi non abbia problemi a gestire il normale andamento domestico anche negli orari normalmente dedicati all’ufficio.

  • La richiesta di favori con la scusa del “già che sei a casa…”

Sempre perché lavorare da casa è spesso visto quasi come un hobby, può capitare che vicini di casa o conoscenti vari ci chiedano un favore, “già che siamo a casa e non dobbiamo chiedere ore di permesso”, che può andare dal semplice recapito di un pacco all’andare in posta a ritirare una raccomandata, fino ad accompagnare i bambini di mezzo quartiere a una festa di compleanno. Dire di no è difficile, ma ricordiamoci che è necessario se vogliamo mantenere il nostro lavoro. Altrimenti sì che inizieremo ad avere TAAANTO tempo libero…

  • La postazione di lavoro: siamo sicuri di avere quella giusta?

Se siete fortunati avrete una casa sufficientemente grande da ospitare una scrivania degna di questo nome, che preveda anche una sedia da ufficio e tutte le amenità necessarie a salvaguardare il benessere (e la schiena!) di chi lavora molte ore al computer. Se invece siete come me, vi ritroverete a lavorare dal divano, sempre più accartocciati su voi stessi, e nel giro di poche settimane inizierete a sentire “qualche dolorino” alla schiena e alle articolazioni. E magari inizierete anche a sviluppare le prime piaghe da decubito.

 

LA BUONA NOTIZIA È CHE LA SOLUZIONE ESISTE, E SI CHIAMA COWORKING

Se avete superato la fase “luna di miele” con il vostro divano, e iniziate a essere stufi di tutti gli svantaggi che ho elencato qui sopra, sappiate che con un piccolo investimento mensile esiste la possibilità di avere la vostra scrivania e alcuni spazi in condivisione in una di quelle meravigliose invenzioni del nostro secolo chiamate coworking .

I vantaggi sono quelli di poter usufruire di un ufficio perfettamente funzionante senza l’onere di affittarne e allestirne uno, mantenendo la massima flessibilità oraria tipica del freelance ma senza le distrazioni che ci attanagliano in casa. Inoltre, come già sottolineato da Corinne nel post  precedente, se abbiamo un luogo fisicamente deputato al lavoro ci risulterà più facile scindere la vita professionale da quella personale. Infine, visto che al giorno d’oggi il networking è una parte fondamentale per l’attività dei freelance, non dimentichiamoci che da incontri casuali tra professionisti in ambiti diversi possono nascere incredibili collaborazioni!

 

Se sei curioso di vedere da vicino che cos'è il coworking, contattaci e vieni a trovarci!

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Sara Galluccio - Traduttrice editoriale dall’inglese e dallo spagnolo, lettrice instancabile, blogger in erba. Appassionata di viaggi, natura, sport, enogastronomia. Amante degli animali e nemicamica della tecnologia, odia perdere tempo e sogna l’avvento del teletrasporto. Vorrebbe un mondo meno arrogante e più rispettoso di tutti gli esseri viventi che lo popolano.

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