L'IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE MULTILINGUE NEL SETTORE TURISTICO

  • 7-mar-2017

L'IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE MULTILINGUE NEL SETTORE TURISTICO

 

Di Sara Galluccio

 

“Plis, visit auar cauntri”, diceva al mondo un incerto ma inspiegabilmente ottimista Rutelli ormai una decina di anni fa, nel tentativo di dare nuovo impulso al turismo in Italia. Ne seguirono innumerevoli parodie e addirittura, per qualche giorno, vari passaggi nelle rubriche di costume di molti TG; ancora oggi basta digitare su Google "l’inglese maccheronico di Rutelli" e, voilà!, il video di questo famigerato spot fa subito capolino dalla pagina di Youtube.
L’episodio, nella sua goffaggine, oltre a strappare qualche sorriso evidenziò suo malgrado una delle problematiche più diffuse nel settore turistico: le difficoltà di comunicazione fra chi va in vacanza all’estero e l’inglese spesso zoppicante delle persone che dovrebbero accogliere l’ospite e farlo sentire rilassato e a proprio agio.

 

Immagine errore traduzione

 

Sarà che siamo particolarmente sensibili all’argomento, ma l’importanza delle traduzioni, nel settore turistico, ci sembra troppo spesso sottovalutata: vediamo insieme l'importanza della comunicazione multilingue nelle diverse fasi del customer journey.

 

Prima di partire: l’organizzazione del soggiorno

Se ci piace l’idea della vacanza fai-da-te e amiamo organizzarci in piena autonomia, senza affidarci alle agenzie di viaggio, ci saremo già resi conto che il primo impatto con il paese straniero che abbiamo deciso di visitare avviene già nel momento in cui, nel salotto di casa, scegliamo e prenotiamo direttamente dal nostro pc gli alberghi o i bed & breakfast che ci ospiteranno. Naturalmente vogliamo che tutto vada bene, che la struttura sia in grado di soddisfare le nostre aspettative e che ci offra un buon rapporto qualità-prezzo. Ma come facciamo a capirlo, se il sito dell’hotel che ci ha colpito per le sue foto tanto belle e promettenti è in una lingua che non conosciamo e che magari non riusciamo a decifrare neanche a intuito, perché decisamente troppo diversa dalla nostra? È probabile che a malincuore scarteremo questa struttura a favore di un’altra, magari equivalente a livello di prezzi e servizi ma che in più ha dalla sua l’aver investito in un sito multilingue in grado di comunicarci in maniera limpida e immediata tutte le informazioni necessarie.

 

…Finalmente in vacanza!

Ma questo è solo l’inizio: come abbiamo già accennato nel nostro post precedente, una volta in loco può succedere di trovarsi, affamati, in un bellissimo ristorantino tradizionale e accorgersi con un certo disagio di non capire un’acca del menù. Beh, non vorremo mica lamentarci. D’altra parte ci siamo fiondati lì dentro proprio perché aveva tutta l’aria di un locale tipico, no?

O al contrario, nel pieno centro di una capitale multietnica e straripante di volti di ogni genere ci sorprendiamo a sorridere davanti al menù del ristorante italiano di turno che ci offre fetucinne Alfredo (quello che gli stranieri ritengono il piatto tipico italiano e che la maggior parte degli italiani non ha idea di cosa sia), pizza fungi o spagetti alla rabiatta. Benissimo. Però se voglio un piatto italiano probabilmente mi rivolgerò altrove: uno chef italiano o che conosce la nostra cucina tradizionale dovrebbe come minimo essere in grado di segnalare e correggere gli svarioni più evidenti sul menù.

Ancora diverso, ma non meno spiacevole, è il caso in cui entriamo in un ufficio del turismo poco fornito di depliant multilingue, o quando andiamo a visitare un museo e ci rendiamo conto che il catalogo in vendita nel bookshop o l’audioguida che vorremmo noleggiare non sono disponibili nella nostra lingua. In queste circostanze delusione e insoddisfazione sono davvero dietro l’angolo perché, spesso dopo una lunga attesa e tante aspettative, un ostacolo banale e risolvibile senza troppi sforzi da parte dell’organizzatore non ci permette di godere appieno della visita.


Ma una volta che il cliente è qui da me si renderà conto da solo di quanto sono bravo!

Probabilmente è vero. Però, per rendersene conto, questo fantomatico cliente dovrà averci trovati e, soprattutto, scelti. E come facciamo a farci notare abbastanza da farci scegliere? Uno dei metodi più diretti e semplici è, banalmente, quello di farsi capire.

 

Totò

 

Per questo, se sono il gestore o il proprietario di un hotel in riva al mare, un ristoratore del centro città o persino la pro-loco di un meraviglioso paesino sulle Dolomiti e ho intenzione di contribuire alla piena riuscita del soggiorno dei turisti che arrivano in visita, dovrei seriamente prendere in considerazione la possibilità di investire qualche soldo nella traduzione del sito, dei menù o dei depliant con cui promuovo la mia attività. È un piccolo ma per nulla irrilevante segno di attenzione, che dimostra una volta in più la volontà di andare incontro alle esigenze dei propri clienti facendo sì che – indipendentemente dalla lingua che parlano – si sentano accolti e che magari al rientro in patria passino parola agli amici.

 

Eccolo qua. Il magico potere del passaparola.

Il settore turistico, come sappiamo, si basa moltissimo sullo scambio di informazioni peer-to-peer: basti pensare al fatto che sono sempre di più gli utenti di internet che, prima di contattare un hotel o un ristorante che non conoscono, vanno a consultarne le recensioni su TripAdvisor. Se i nostri clienti sono soddisfatti del servizio, spesso scelgono di lasciare una recensione positiva che genererà un circolo virtuoso di pubblicità gratuita per la nostra struttura. E quale migliore pubblicità di un cliente soddisfatto? Se poi si tratta di un cliente straniero che – tra le altre cose – ha anche apprezzato la facilità con cui è riuscito a consultare il nostro sito multilingue, abbiamo davvero fatto centro.

 

Ottima idea! Chiamo miocuggino che sa l’inglese e gli chiedo di aiutarmi.

Calma.
Senza voler mettere in dubbio la buona volontà del miocuggino di turno, ricordiamoci che, come ci insegna la saggezza popolare, “chi più spende meno spende”: teniamo sempre presente che una traduzione grossolana e non professionale può essere, oltre che poco efficace, addirittura controproducente.
Il sito Web e, più in generale, il materiale pubblicitario con cui ci presentiamo sono il nostro primo biglietto da visita; che impressione ci farebbe un biglietto da visita sciatto, pieno di ditate, spiegazzato e corretto a penna?

 

Se lavori nel settore turistico e stai cercando un partner specializzato per le tue esigenze linguistiche, contattaci!

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Sara Galluccio - Traduttrice editoriale dall’inglese e dallo spagnolo, lettrice instancabile, blogger in erba. Appassionata di viaggi, natura, sport, enogastronomia. Amante degli animali e nemicamica della tecnologia, odia perdere tempo e sogna l’avvento del teletrasporto. Vorrebbe un mondo meno arrogante e più rispettoso di tutti gli esseri viventi che lo popolano.

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