PENSARE E SCRIVERE AL MEGLIO: I 6 CAPPELLI DI DE BONO

  • 12-mag-2020
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Pensare e scrivere al meglio: Il "Metodo dei 6 cappelli"

di Gabriele Ciuffreda


Conoscete “Il metodo dei 6 cappelli” ideato da Edward De Bono nel 1985? Nel libro “Six thinking hats” De Bono immagina 6 tipi di approccio mentale per ottimizzare i processi di pensiero e per rendere il più efficiente possibile ogni qual tipo di realizzazione progettuale: PragmaticoObiettivoOttimistaIntuitivoCreativoPessimista.
Questo modello nato in ambito aziendale e legato al marketing, ha via via mutato la propria forma in un vero e proprio metodo di brainstorming individuale e collettivo, riscuotendo un notevole successo tra project manager, copywriter o creatori di contenuti in senso più generale.

 

Pragmatico: Il cappello blu del “Ok, cosa dobbiamo fare? Qualsiasi cosa sia, facciamola bene”. Questa prima fase risulterà, per ovvie ragioni, molto importante, sia se inserita in una logica di brainstorming collettivo, sia se davanti a un foglio bianco pronto per essere riempito di parole.
“Di cosa stiamo trattando? Come abbiamo intenzione di farlo” Quali obiettivi abbiamo? Quale target dobbiamo coinvolgere?
La cosa importante? Ricordarsi di non abbandonare mai del tutto il cappello blu. Niente impedisce a nessuno di rindossarlo, anche se per pochi secondi, per ricordarci dove stiamo andando.
 

Obiettivo: Il cappello grigio rappresenta l’obiettività, il soffermarsi sui fatti, il porsi come ago di quella bilancia sulla quale andranno in seguito posati aspetti positivi, negativi, creativi e via dicendo. Questa fase ad esempio potrebbe essere quella schematizzazione di kpi e delle informazioni essenziali. Insomma la fase di analisi dei dati, neutrale e imparziale.
Dal punto di vista della scrittura, non è raro iniziare e finire un progetto con addosso questo cappello, laddove è richiesto un lavoro asettico e spoglio di ogni qual tipo di soggettività, tipico in certi settori più tecnici.

Pessimista: Il cappello nero riconduce il tutto alla prudenza, al non inoltrarsi in un campo che — almeno con qualche probabilità ­— potrebbe rivelarsi minato. Questa fase è utile soprattutto in una fase iniziale di scrittura e di analisi dove, magari a fronte di un eccesso di entusiasmo, si potrebbe cadere nell’inganno del non-approfondimento.
Detto ciò nella fase successiva è buona cosa cambiare il cappello, insomma una volta individuato il problema provare a risolverlo.

 

Ottimista: Il cappello arancione è ovviamente speculare a quello nero, insomma il fratello buono. In questo caso l’obiettivo sarà quello di estrarre tutti i lati positivi del progetto o del prodotto/servizio su cui si dovrà scrivere. E perché no, magari scovare alcuni aspetti positivi laddove, superficialmente, non se ne vede l’ombra.

 

Intuitivo: Il cappello giallo è simbolo dell’emotività o dell’intuito; dell’Idea che improvvisamente potrebbe sovrastare ore e ore di analisi, di concentrazione e di sviluppo preliminare. A volte l’approccio intuitivo è ottimale, porta al cosiddetto lampo di genio, a volte invece si pone come un fuoco fatuo, o semplicemente come uno spunto interessante dal quale partire. Il consiglio? Seguire l’istinto certo, ma con criterio, magari verificando il tutto una volta svanita la lampadina di Archimede.


Creativo: Il cappello rossoAbbiamo visto approcci obiettivi, analitici, positivi o negativi. Il momento della “conversione” sarà in ultimo quello creativo, la trasformazione di tutti questi input in output. Il cappello creativo è importante, ma non di più o meno degli altri: un progetto affrontato solo con una colorata e passionale creatività, ma priva di un’accurata analisi, risulterà un ottimo esercizio di stile, ma potenzialmente inutile, così come un progetto perfettamente vivisezionato nei suoi dettagli ma senza la giusta potenza evocativa, che sia visuale, testuale o strategica, rischierà di diventare un “corpo funzionante ma senz’anima”.
 

I 6 cappelli spesso esigono un uso esclusivo, a volte procedurale o a volte parziale. A questo punto, giunti fin qui nella vostra lettura, non vi resta altro che afferrare i vostri 6 capelli, dargli il colore che preferite, riporli nel vostro armadio mentale e usufruirne quando meglio credete.

 

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Gabriele Ciuffreda – Social Media e Marketing Manager, amante di viaggi e sport. Bulimico di libri e cultura. Cultore di mentine e caffè, si dimena tra comunicazione e cose.

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