RACCONTI / 6: IL FREELANCE DAY 2018 A TORINO – PARTE 1

  • 6-apr-2018

RACCONTI / 6: IL FREELANCE DAY 2018 A TORINO – Parte 1

 

Dover puntare la sveglia fra le 6 e le 7 del sabato mattina non è affatto piacevole, a meno che non si abbia in programma una giornata memorabile. Di cosa stiamo parlando? Del Freelance Day a cui abbiamo partecipato il 24 marzo scorso e che abbiamo deciso di raccontarvi.

Dopo aver sconfitto il sonno, 5 ragazze del nostro team linguistico si sono messe in auto in direzione Torino, verso la sede del Toolbox Coworking. Il programma della giornata era più che allettante: freelance dai settori più disparati, tre interventi ogni mezz’ora, specialisti a disposizione dei partecipanti per domande specifiche, workshop, spazi e spuntini condivisi e molto altro. Così, per far fruttare al massimo la giornata, il nostro bellissimo team si è diviso in tanti piccoli gruppi nel tentativo di seguire più interventi possibile: d’altra parte si prospettavano tutti talmente interessanti che sarebbe stato un peccato perdersi qualcosa! Ma lasciamo la parola a chi ha vissuto in prima persona questa interessante esperienza:

 

1. L’importante è la salute! Tutele, malattie e infortuni

di Elisabetta Rossi

 

Dopo i primi due interventi più generali, ricchi di spunti e curiosità, decido a metà mattina di affrontare uno dei temi più ostici e allo stesso tempo oscuri per tutti noi portatori sani di partita IVA: la malattia e il congedo parentale.

Partecipo quindi all’intervento Ora puoi ammalarti e fare figli tenuto da Samanta Boni – socia dell’attivissima ACTA, l’associazione dei freelance paladina delle piccole e grandi conquiste della nostra categoria – nella speranza di ricevere buone nuove. E non resto delusa! Le informazioni fornite sono tante e utilissime e scopro che, nonostante la burocrazia e i bastoni che l’INPS ama tanto metterci fra le ruote, anche noi freelance abbiamo dei diritti (diritti, sì, davvero, non solo doveri!).

Mi mangio letteralmente una mano quando scopro che l’anno scorso, quando mi sono fratturata – appunto – il 4° metacarpo della mano destra, avrei potuto avere un minimo di tutela. Per ogni giorno di degenza domiciliare (ben 30 giorni senza poter toccare il pc o un pennello per i miei amati quadri) avrei potuto ricevere 16,67 €, per un totale di 500,1 € alla fine del mio mese di stop. La stima è calcolata in base ai mesi di contributi versati nell’anno precedente, quindi varia da caso a caso. È vero, forse qualcuno potrebbe pensare che si tratti di un’inezia, e non darei torto a chi opera in regime ordinario; tuttavia sappiamo bene che la vita del freelance non è sempre rose e fiori e pertanto dobbiamo ringraziare chi, grazie al proprio spirito di iniziativa e alla propria formazione globale, combatte a nome di tutti noi. Adesso possiamo permetterci di farci male sapendo di aver diritto alle tutele di cui godono tutti i lavoratori. Buono a sapersi!

 

2. Da che parte dobbiamo andare… per andare dove dobbiamo andare? Il business plan e altri strumenti utili per la propria attività

di Giulia Sgargetta

 

Nella seconda parte della mattinata, con tutti i miei mille buoni propositi per la testa, ho scelto di partecipare alla jam session Come fare una pianificazione annuale per il proprio business: business plan e app per freelance in crescita. L’incontro è stato ricco e fruttuoso e vorrei condividere con voi un po’ degli spunti pratici e delle idee che ho appreso sulla gestione e organizzazione della propria attività.

Durante la jam, curata dalla Rete al Femminile di Torino, si sono alternati gli interventi di tre professioniste, che hanno restituito una panoramica esaustiva su come effettuare una buona gestione del proprio lavoro, sugli strumenti a disposizione e, in particolare, su una delle bestie nere dei freelance: il business plan.

Al sentir parlare di analisi di mercato, previsioni e calcoli di fatturato solitamente mi tornano in mente i drammatici compiti in classe di matematica e ammetto di trovare l’argomento un po’ ostico.

Eppure, quando ci si mette in proprio e non ci si vuole ritrovare dei “marinai senza rotta”, come ha spiegato nel suo intervento la traduttrice Silvia Barra, è necessario attuare una buona pianificazione strategica; a seguire, la business consultant Marta Giavarini ha ulteriormente sviluppato l’argomento affrontando lo spinoso argomento business plan, spiegandoci di cosa si tratta, cosa deve contenere e quali benefici si traggono dall’averne uno.

Una pianificazione ben fatta, in sostanza, ci permette di fissare gli obiettivi a medio e lungo termine: una volta stabilito cosa vogliamo ottenere e in quanto tempo saremo in grado di decidere come agire. Tracciare una rotta da seguire, quindi, per orientarci nella ricerca e nella scelta dei clienti, degli investimenti e delle giuste tariffe ed evitare di navigare a vista.

La buona notizia, che ha rincuorato tanti freelance alle prime armi come me, è che non solo esistono tanti professionisti bravi e preparati che possono aiutarci a raggiungere le nostre mete, ma anche tanti strumenti online che ci assistono nell’organizzazione e nella gestione della nostra attività.

Sara Leo, assistente virtuale specializzata in scrittura per il web, ci ha parlato proprio di app e tool “amici”: basta una rapida ricerca in rete per scoprire che se ne trovano di ogni tipo e per ogni esigenza: dagli strumenti per il time management a quelli per la fatturazione online, dalla comunicazione con i clienti allo spazio di archiviazione, dalla gestione dei progetti ai tool per prendere appunti.

Noi di Creative Words abbiamo iniziato a dare un’occhiata a tutte le risorse elencate nel corso dell’intervento per capire quali sono quelle che fanno al caso nostro e che si adattano alle nostre esigenze.

Se siete curiosi, potete trovare online le slide con gli interventi delle tre relatrici

Marta Giavarini (Business Consultant)

Silvia Barra (Traduttrice freelance)

Sara Leo (Assistente virtuale)

che le hanno condivise con tutti i partecipanti alla giornata e che sono state così gentili da autorizzarci a condividerle anche con tutti voi

 

A questo punto, però, si è fatta ora di pranzo! Sospendiamo il racconto e vi proponiamo qui gli interventi del pomeriggio.

 

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Elisabetta Rossi – Traduttrice incallita, lavora dall’inglese e dal tedesco e nel tempo libero dipinge a pieno ritmo per tradurre in immagini quello che non può essere detto a parole. Curiosa fino al midollo, ama i gabbiani e ogni tanto le capita anche di salvarne uno. Vede sempre il lato positivo e non si tira indietro davanti alle sfide.

 

Giulia Sgargetta – Traduttrice dal russo e dall'inglese, ama la letteratura e l'insegnamento delle lingue straniere. Ha studiato tra Inghilterra, Russia ed Estonia e vorrebbe girare ancora. Nel tentativo di imparare sempre qualcosa di nuovo inizia mille cose e, a volte, capita addirittura che ne finisca qualcuna. Nel tempo libero si cimenta in esperimenti culinari e nello sport, distinguendosi in particolare nella corsa ai mezzi pubblici.

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