TRADUTTORI IN MOVIMENTO

  • 21-mar-2017

TRADUTTORI IN MOVIMENTO

di Simon Berrill

traduzione di Sara Galluccio

Questo post è apparso originariamente su sjbtranslations.com ed è qui riprodotto per gentile concessione dell’autore.

 

Qualche consiglio per i neofiti del lavoro on the road

Come ho già accennato in altri post, ammiro molto i traduttori che sembrano sempre in movimento e che viaggiano e lavorano contemporaneamente, saltando da una conferenza a un laboratorio di traduzione e viceversa. La mia vita professionale di solito non è così movimentata ma non molto tempo fa, per via di un imprevisto accaduto in Inghilterra subito prima della riunione annuale della MET, in Portogallo, ho dovuto viaggiare molto più del previsto e credo di aver imparato un paio di cose che ora vorrei condividere con voi.

1) Attrezzatevi bene

Qualche settimana fa, in un altro post, vi ho raccontato  che avevo appena cambiato lo smartphone e che ero in procinto di cambiare il laptop. Per fortuna l’ho fatto! Nei miei viaggi recenti la facilità di utilizzo e l’eccellente durata della batteria dei miei nuovi compagni di lavoro elettronici mi hanno fatto dimenticare le sofferenze patite negli anni precedenti a causa di una tecnologia che lasciava a desiderare.

2) Preparatevi

Prima di partire assicuratevi di aver caricato completamente la batteria di computer e smartphone e di aver preso tutti i cavi e caricabatteria necessari e il resto dei dispositivi di cui potreste aver bisogno (chiavette USB, auricolari, ecc.). Verificate di aver installato tutti i software che vi servono e di aver eseguito la sincronizzazione dei file.

3) Non aspettatevi troppo

Con tutta la buona volontà del mondo, in viaggio non riuscirete a lavorare come se foste in ufficio o a casa. Anche su un volo di due ore dovrete tenere conto di perdere circa quaranta minuti tra decollo e atterraggio e che in aeroporto non vi sarà possibile lavorare per tutto il tempo. Ciò significa che non dovrete avere aspettative troppo alte riguardo la mole di lavoro che riuscirete a svolgere quando siete via. Ricordatevi inoltre che potreste avere problemi con la consegna in caso la connessione Internet lasci a desiderare, quindi – se avete delle deadline da rispettare – non riducetevi all’ultimo. Il lavoro ideale da fare quando si è via è un grosso progetto con una scadenza molto in là nel tempo; per mia fortuna quando sono andato via avevo per le mani proprio un lavoro di questo genere.

4) Mettetevi comodi

Ovviamente in treno o in aereo sarete seduti, quindi avrete un posto da cui lavorare. Sugli aerei in generale si sta un po’ stretti, ma di solito il tavolino del sedile davanti è sufficiente per appoggiare un laptop, almeno finchè la persona seduta davanti a voi non decide di reclinare lo schienale (in tal caso, un ginocchio ben piantato nella schiena è un’ottima tattica). Per quanto riguarda il treno potete portarvi avanti prenotando un posto con il tavolino, mentre in aeroporto potrete investire su una tazza di caffè, che vi costerà molto poco e in cambio vi assicurerà un po’ di tempo seduti a un tavolo su cui potrete comodamente appoggiare il vostro laptop e farvi una mezz’oretta di lavoro.

5) Cercate un wi-fi

È vero che il free wi-fi può comportare qualche problema di sicurezza, ma se avete bisogno di lavorare fuori casa, controllare e-mail, fare ricerche online e consegnare un lavoro si tratta comunque di una risorsa preziosa. Quindi tenete d’occhio la possibilità di connettervi dall’aeroporto, dalla stazione o persino dal treno – come nel caso dei treni portoghesi. E quando prenotate un hotel, in particolar modo all’estero, assicuratevi che offra il free wi-fi: questo optional in alcuni Paesi è più comune che in altri. In Portogallo il wi-fi dell’hotel era perfetto mentre, incredibile a dirsi, nella sala conferenze dell’Università di Coimbra sembrava non esserci modo di connettersi.

6) Lasciate i dettagli per dopo

Durante gli spostamenti, per lunghi intervalli di tempo non avrete nessun tipo di connessione internet: sugli aerei, per esempio. In casi del genere dovrete adattare il vostro metodo di lavoro alle circostanze, lasciando momentaneamente da parte le necessarie ricerche o verifiche per riprenderle in fase di revisione. Il trucco è lavorare il più velocemente possibile, buttando giù una versione molto grezza della traduzione da rivedere poi in un secondo momento. Sempre per mia fortuna, ciò è abbastanza simile al mio consueto metodo di lavoro – che ho descritto in un post precedente.

7) Siate flessibili e creativi

Quando lavorate in viaggio potreste aver bisogno di improvvisare, di tanto in tanto. L’ideale sarebbe riuscire a prevedere qualche inconveniente e portarvi dietro alcuni gadget in grado di aiutarvi. Nel corso del mio recente viaggio in Portogallo sono stato felice di aver portato con me una particolare chiavetta che si collega sia a una porta USB standard, sia a quella più piccola tipica dello smartphone. Per cui, quando non sono riuscito a collegarmi all’inutile wi-fi dell’aeroporto di Barcellona per consegnare una traduzione mentre aspettavo l’aereo, mi è bastato semplicemente salvare il mio lavoro sulla chiavetta, collegarla allo smartphone e mandare il lavoro grazie alla rete internet del mio operatore telefonico. Ammetto che forse avrei potuto semplicemente connettere i due device tramite bluetooth. Il punto, comunque, non è come lo fai: basta che trovi il modo di farlo.

8) Occhio a non perdere nulla!

Viaggiando è molto semplice perdere qualcosa, soprattutto se siete distratti come me. E come moltissime altre persone: proprio pochi giorni fa, in un suo post, un noto traduttore ha ammesso di aver dimenticato il proprio laptop su un treno. Quindi, quando arrivate a destinazione assicuratevi di aver preso tutto. Nelle ultime settimane mi sembrava di essere stato abbastanza attento, finchè non sono tornato a casa con la mia famiglia dopo qualche giorno di vacanza e mi sono accorto di non avere più gli occhiali di mio figlio…

 

Ora tocca a voi. Quali sono i vostri trucchi per lavorare quando siete in viaggio? Raccontateceli qui!

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Sara Galluccio - Traduttrice editoriale dall’inglese e dallo spagnolo, lettrice instancabile, blogger in erba. Appassionata di viaggi, natura, sport, enogastronomia. Amante degli animali e nemicamica della tecnologia, odia perdere tempo e sogna l’avvento del teletrasporto. Vorrebbe un mondo meno arrogante e più rispettoso di tutti gli esseri viventi che lo popolano.

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